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Arte terapia a Prato nel Servizio psichiatrico di diagnosi e cura

24-11-2015 10:13 - News
Il servizio Psichiatrico diagnosi e cura del S.Stefano di Prato apre le porte ai cittadini. Giovedì 26 novembre dalle ore 15.30 alle 19.00 sarà presentato il progetto sperimentale di arte terapia "La nostra immagine attuale", promosso dall´Azienda sanitaria pratese in collaborazione con le Associazioni Di.a.psi.gra (Difesa malati psichici gravi) e Il Campo di Booz. Dopo la presentazione del progetto a cura di Claudia Masolini, conduttrice del laboratorio di arte terapia e degli infermieri del servizio psichiatrico, Tiziana Bresci e Marco Chiovenda seguirà il racconto delle esperienze dei "pittori esperti" Alessandra, Giovanni e Lamberto. Il pomeriggio si concluderà con la presentazione dello studio di valutazione a cura di Lorenzo Bonamassa, psichiatra dell´ASL 4. Dall´aprile del 2014 all´interno della psichiatria dell´ospedale S. Stefano è stato aperto uno spazio, il laboratorio "I Graficanti", progettato e condotto da Claudia Masolini con l´obiettivo di promuovere salute, facilitare la guarigione attraverso l´espressione artistica e favorire la conoscenza di sé stessi e delle proprie potenzialità. L´arte consente di esprimere in modo spontaneo e diretto pensieri ed emozioni e di far emergere tutte le sensazioni che non si riescono a comunicare con le parole. La possibilità di "esprimersi" nei luoghi di cura significa offrire uno strumento che stimola al cambiamento e consente ai pazienti di essere fiduciosi nelle proprie capacità. Le pareti della sala fumo del Servizio di diagnosi e cura sono state dipinte con un murales e nei corridoi sono state realizzate "ironiche cornici", spazi che accolgono le creazioni dei pazienti che abitano il reparto. L´attività espressiva diventa un modo per comunicare e contribuisce a migliorare lo stato d´animo e stimolare al cambiamento. Le pareti della psichiatria, da sempre simbolo di esclusione e separazione, diventano così finestre aperte nelle quali la cura è "la possibilità di esprimersi". Il progetto contribuisce a rendere lo spazio ospedaliero più "abitabile" e rende possibile, attraverso la partecipazione attiva dei pazienti durante le fasi di ideazione, progettazione e realizzazione delle creazioni artistiche di poter utilizzare tutte le risorse di cui dispongono e comunicare il proprio mondo interiore ed emotivo. "Condividere le proprie emozioni - aggiunge il dottor Giuliano Casu, direttore dell´unità operativa psichiatria - quando l´esperienza soggettiva della sofferenza può essere vissuta come incomprensibile, favorisce l´incontro e l´accoglienza con "l´altro" e svolge una funzione di trasformazione e crescita dell´individuo. Il terapeuta aiuta ad esprimere e rendere una identità al problema senza dare interpretazioni e lascia al paziente il compito di esprimere il proprio messaggio nella sua realizzazione artistica."


Fonte: Asl 4

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